San Francisco: Golden Gate Bridge e Castro

Sabato 16 ottobre 2010.

Golden Gate Bridge

E per riuscire a vederlo come si deve, ho dovuto attraversare tutta San Francisco e andarci davanti. L’intento originale prevedeva di noleggiare le bici e di arrivare a Sausalito ma avrei dovuto farlo da solo e le rampe d’accesso sono davvero ripide. Cavolo, è davvero imponente e, a quanto pare, queste nuvole basse sono una costante. Vederlo mi ha un po’ riconciliato con questa città che non riesco ancora a capire. San Francisco è una città davvero bella anche se non riesco a capirne lo sviluppo urbanistico: la parte dei grattacieli è poco sviluppata sul lato est della città, tutto il resto è rappresentato da un reticolo ortogonale di strade sulle quali si affacciano casette a due piani in stile vittoriano con le tipiche bow windows o, come le chiamano qui, bay windows. San Francisco è sicuramente la città degli States più europea che abbia visitato, molto più di Boston che pure sembra molto poco americana.

Ma toniamo al Ponte: l’ho attraversato quasi tutto a piedi, sono circa 2700 metri. Il Golden Gate Bridge, oltre ad essere l’emblema di San Francisco e la sua maggiore attrazione turistica, e anche utilizzato del cittadini per sedute di jogging… e per suicidarsi: sembra che dal 1937, anno dell’inaugurazione, ben 1200 persone abbiano deciso togliersi la vita saltando dal ponte.

Comunque io lo trovo strepitoso con il suo colore rosso mattone.

Dopo la visita al ponte ne approfitto per passeggiare un po’ da solo per il Presidio prima di ricongiungermi con il mio compagno di viaggio per il pranzo e per andare a Castro.

Castro

E’ il quartiere gay per eccellenza: si stima che almeno il 40% della popolazione sia omosessuale: e si vede! Centri fitness con maschioni aitanti che forgiano il fisico in vetrina, negozi a tema, gente bizzarra che con solo un asciugamano attorno alla vita offre biglietti ingresso per saune e locali. Non voglio sembrare irrispettoso e ironico: da questo quartiere, grazie ad Harvey Milk e al suo camera shop, è partito quel processo di riconoscimento e legalizzazione della comunità LGBT che si sta fortunatamente allargando almeno nel mondo occidentale. Quello che faccio fatica a capire è questa forma di ghettizzazione che porta individui con le stesse caratteristiche e “segregarsi” in determinati territori. La vera uguaglianza si avrà quando uomini, donne, bambini di ogni colore, credo e orientamento potranno vivere mescolati in pace, rispetto e armonia.

San Francisco: Baker Beach, Golden Gate Park e Alcatraz
San Francisco: Fisherman's Wharf e Lombard Street

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.