San Francisco: arrivo e trasferimento in hotel

Giovedì 14 ottobre 2010.

E alla fine, dopo 12 interminabili ore di volo non-stop da Zurigo, sono arrivato all’aeroporto internazionale di San Francisco (SFO) puntualissimo alle 4:30 pm. Prima sorpresa: 29°C! Avevo tenuto d’occhio per tutta l’estate le temperature, che difficilmente avevano superato i 20°. Avevo sentito parlare della indian summer, quello strano fenomeno che fa sì che le temperature più elevate vengano raggiunte in settembre e ottobre ma, nonostante tutto, avevo addosso felpa, giubbotto e scarponi invernali: che sudata! Il volo, durata a parte, è stato davvero interessante: l’aereo ha fatto una rotta che non mi aspettavo proprio: dopo aver sorvolato Londra, ha proseguito verso nord sopra l’Islanda, per arrivare fino alla Groenlandia, una distesa interminabile di ghiaccio che solo alla sua estremità occidentale si solleva un una catena montuosa dalla quale si staccano iceberg più o meno grandi. Il volo è poi proseguito sopra il Labrador, in Canada, con le sue immacolate montagne innevate per finire sulla costa pacifica, dopo aver attraversato le desolate distese degli stati nord-occidentali degli Stati Uniti.

Mi aspettavo controlli molto accurati alla dogana visti gli avvisi di probabili attacchi terroristici di questi ultimi giorni. A Zurigo il solito veloce controllo di routine, niente body scanner (evidentemente la Svizzera, sotto questo punto di vista è un’isola felice). Anche all’aeroporto di San Francisco il controllo all’immigrazione è stato molto veloce: le solite domande di rito ma, questa volta, mi hanno preso le impronte di tutte e 10 le dita!

Con la BART (linea gialla) in circa 30 minuti arriviamo a due passi dall’hotel che si trova in una posizione davvero strategica: a 2 minuti a piedi dalla stazione di Civic Center e dalla fermata degli autobus e degli street cars.

BART San Francisco mappaLa camera è stupenda: credo sia la migliore di tutta la struttura in quanto è l’unica che si affaccia sul retro e quindi è silenziosissima. Poi è stata tutta arredata recentemente in stile anni ’60 con tappezzeria optical e buffi mobili tutti arrotondati: una figata!

Adesso sono esattamente 24 ore che sono in piedi e perciò me ne vado subito a nanna.

Come prevedevo alle 2:15 mi sono svegliato, quindi ho dormito meno di 5 ore: sarà dura assorbire le 9 ore di differenza di fuso orario!

2010: Back in the USA!
San Francisco: Baker Beach, Golden Gate Park e Alcatraz

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