Monument Valley (Utah)

Giovedì 21 ottobre 2010.

Vabbè, allora ditelo! A qualcuno lassù (o laggiù) sto davvero sulle scatole! Mi sembra di essere Fantozzi con la nuvoletta sulla testa! Durante il trasferimento da Page alla Monument Valley il tempo si rovescia ancora e viene giù il diluvio universale. Da queste parti li chiamano flash flood: rovesci temporaleschi improvvisi durante i quali cade una quantità d’acqua impressionante. Il problema sta nel fatto che il terreno argilloso non è in grado di assorbire minimamente l’acqua e perciò nel giro di pochi minuti tutto si allaga. E’ un fenomeno molto pericoloso tanto che ogni tot chilometri ci sono cartelli stradali che avvisano di non muoversi in caso flood.

Ok, il tempo è quello che è ma il mio entusiasmo, a parte una punta di delusione, non cambia. Entriamo nello Utah e decidiamo di proseguire verso nord per circa 10 miglia oltre l’ingresso del parco perché, dicono, che la vista verso sud sia eccezionale. E in effetti è proprio così: è la stessa identica inquadratura di una delle scene dove Forrest Gump corre in solitaria attraverso gli States.

Monument Valley Forrest Gump Monument ValleyEntriamo nel parco. Il Monument Valley Navajo Tribal Park è un parco di proprietà degli indiani Navajo: qui c’è un orario tutto suo (non c’è l’ora legale), leggi e regime fiscale in parte diversi dal resto degli Stati Uniti. L’hotel che abbiamo scelto è l’unico all’interno del parco. C’è un percorso di 17 miglia da fare rigorosamente sotto le 10 miglia all’ora: in realtà, in molti punti, è difficile superare le 5 tanto è sconnesso! Il paesaggio, specie con questa luce, è surreale: sembra di essere sulla Luna, o meglio, su Marte visto che il colore predominante è il rosso.

Questi monoliti, chiamati mitten, non si sa come, hanno resistito all’erosione dell’acqua e dei ghiacci che una volta ricoprivano questo territorio. Sarà per il tempo o forse per la stagione ma non c’è praticamente nessuno in giro. Ogni tanto vi vede qualche dimessa casa, probabilmente abitata da nativi, che fungono da custodi, con la famiglia: tantissimi bambini, piccoli indiani (cit.), e una moltitudine di adorabili cagnolini semi-rangagi.  Ad un certo punto della strada una mandria di cavalli, guidati da un moderno cowboy sopra un quad, ci passa davanti: purtroppo fermo la macchina troppo tardi per riuscire a fotografarli meglio.

Monument Valley Mandria di cavalliIl maltempo dà l’impagabile vantaggio di essere gli unici che vagano per il parco: dev’essere terribile da vedere intrappolati in una carovana di auto a passo d’uomo! Un po’ per paura di un improvviso flah flood, un po’ perché non dev’essere bello trovarsi in giro per queste strade al buio, decidiamo di accorciare il giro e di raggiungere l’hotel.

La vista dal poggiolo della camera toglie il fiato e vale sicuramente la spesa; adesso capisco perché tre mesi fa era già quasi tutto prenotato!

Monument ValleyHo girato anche un piccolo video con il cellulare dal terrazzino:

Cena in hotel a base di specialità Navajo: frybread e medaglioni di bufalo. Stanotte ho fatto le ore piccole, seduto sul balcone, a godermi questo paesaggio al chiaro di luna, che finalmente ha deciso di farsi vedere dagli squarci tra le nuvole: quando mi capiterà più, nella mia vita, di passate la notte a pochi metri di distanza dai mitten della Monument Valley?

Domani nel pomeriggio dovremmo raggiungere l’ultima tappa di questa prima parte del viaggio: il Grand Canyon. Ciao!

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