Marrakech: Tombe Saadiane e Medersa Ben Youssef

Martedì 27 settembre 2011.

Ogni è la giornata dedicata alle visite culturali. A poca distanza dal riad ci sono le Tombe Saadiane, costruite del XIV secolo e miracolosamente scampate alla distruzione da parte degli alawiti del XVII secolo, probabilmente per una questione di superstizione. Da allora questo luogo è stato completamente sigillato e dimenticato e riscoperto solo nel 1917. Vi si accede attraverso un corridoio strettissimo. Nel giardino con palme, oleandri e alberi da frutto, si aprono tre sale che contengono le tombe dei re saaditi e delle loro famiglie. Le decorazioni sono splendide: magnifici mosaici zellij, colonne ed archi in marmo di Carrara e pannelli in cedro intarsiati con incredibili arabeschi.

Marrakech Tombe Saadiane

Uno dei monumenti da non perdere assolutamente durante un soggiorno a Marrakech è la Medersa Ben Youssef, una delle scuole di teologia coranica più grandi del Maghreb. E’ situata a nord rispetto a rispetto a Jemaa el-Fna, di fianco alla moschea omonima. Per raggiungerla decido di evitare di attraversare i souk e di circumnavigarli allungando in percorso di un paio di chilometri. Mi trovo in mezzo ad un mercato locale dove chiunque, anche sulla soglia di casa, ha qualcosa da vendere, fosse solo un vecchio set di posate usate vecchio almeno di 30 anni. Le mappe precaricate sullo smartphone con il gps attivato – ci sono arrivato solo all’ultimo giorno a ricordarmi che potevo usarle! – mi guidano esattamente all’ingresso della Medersa, sotto un portico con una magnifica volta con decorazioni in gesso a forma di stalattiti stilizzate.

Medersa Ben YoussefIl patio, esempio superbo di architettura moresca, è di una bellezza stupefacente. La grande vasca centrale, usata per le abluzioni, riflette in questa limpidissima giornata gli archi istoriati e i mosaici zellij, i due portici laterali con le travi in legno di cedro. Di fronte al portone d’ingresso ci sono le sale per la preghiera con le inscrizioni del Corano. Al piano superiore ci sono le cellette degli studenti con lo scarno arredo rappresentato da uno scrittoio e pochissimi oggetti personali. Una meraviglia!

Medersa Ben Youssef

Torno a Jemaa el-Fna che al tramonto dà il meglio di sé. I colori lentamente si accendono di rosso e le ombre si allungano. La piazza comincia a riempirsi di gente e in un battibaleno vengono allestiti decine di banconi che accoglieranno centinaia di commensali per la cena. I baracchini si coprono di cibo e vengono accesi i bracieri: la piazza viene avvolta da un fumo con odori davvero invitanti e diventa davvero suggestiva. Mi piacerebbe fermarmi a mangiare qui e godermi lo spettacolo di notte ma non mi va di farlo da solo: questa atmosfera è assolutamente da condividere con qualcuno.

Jemaa el-Fna al tramontoFinisce così questo mio breve viaggio estemporaneo in terra africana: domattina il mio volo Ryanair mi riporterà a casa. E’ un viaggio che mi sento di consigliare magari anche solo per un weekend, sicuramente in compagnia. Marrakech è una città affascinante e romantica ma che sa anche essere estremamente stressante. Un consiglio su tutti: spendete qualche euro in più e alloggiate in uno dei magnifici riad sparsi per la città: il mio è stato la mia isola di salvezza quando ho avuto bisogno di pace e tranquillità. Se tornassi indietro probabilmente allungherei il soggiorno di un paio di giorni per poter visitare Essaouria e la costa Atlantica o la valle dell’Ourika e i villaggi berberi: posso sempre farlo la prossima volta!

Marrakech: Jemaa el-Fna, souk, Koutoubia
Marrakech Galleria Foto

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