Marrakech: arrivo all’aeroporto Menara e riad

Domenica 25 settembre 2011.

 

Arrivato! L’aereo è atterrato alle 8:05 a Marrakech, addirittura in anticipo di 25 minuti. Dopo una fila infinita al controllo passaporti per la compilazione del visto ed un’estenuante attesa al ritiro bagagli dove, da quanto ho capito, allungando una mancia la valigia ti viene consegnata prima, finalmente esco dall’aeroporto Menara che, detto per inciso, credo sia il più bello, architettonicamente parlando, che abbia mai visto: sia all’esterno che all’interno, è costituito da una struttura a losanghe completamente traforate con motivi arabescati. Tra la fretta, la confusione e l’autista che mi aspettava, non ho fatto a tempo a fotografarlo. Ecco alcune foto dal web.

 

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Alle 10 in punto sono arrivato nel mio riad. Io speravo di fiondarmi subito a letto, visto che stanotte all’ 1:30 ero sotto la doccia quasi pronto a partire e che 3 ore su un Boeing 737 della Ryanair, con le ginocchia praticamente in bocca, non sono il massimo, ma purtroppo la camera non sarà pronta prima delle 12. Nell’attesa mi hanno offerto la colazione, che non mi sarebbe spettata, e mi hanno fatto accomodare in un salotto in un patio stupendo con fontana, bouganville e gelsomini ancora fioriti con tanto di wifi.

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Da questo patio centrale se ne aprono altri laterali. In uno di questi c’è una bella piscina, con sedie a sdraio e ombrelloni, dove rinfrescarsi bevendo mint tea, in bicchierini decorati in oro zecchino, tè che riesce a sembrare fresco nonostante esca dalla teiera d’argento praticamente a 100° C.
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Adesso non so se lasciare qui i bagagli e tuffarmi nella bolgia marocchina o aspettare la camera e attendere sera per gustarmi il tramonto e la notte a piazza Djemaa El-Fna. Vedremo… Entro finalmente nella mia camera, in un piccolo patio adiacente, verso le 13: è piccolina, con letto matrimoniale, arredata splendidamente. E’ una distesa di petali di rosa: sul letto, sui cuscini, sul tappeto del bagno, dentro il lavandino: scenograficamente spettacolare ma ci ho messo un quarto d’ora per raccoglierli tutti! Mi butto sul letto, chiudo gli occhi per un attimo… e li riapro alle 19:30! Ero cotto! Ormai è già buio da un pezzo e decido di mangiare nel ristorante dell’hotel, aperto anche per i turisti esterni. Si trova in un piccolo cortile, ci sono solo una decina di tavoli. I gelsomini ancora in fiore e una fontanella allietano l’ambiente illuminato solo da candele. Ordino cous cous alle verdure, una tagine di pollo al limone con olive e una crema in bicchiere con caramello: tutto squisito. Nel riad, occupato esclusivamente da clienti inglesi, alle 22 tutto si spegne per favorire il riposo degli ospiti: capirò i giorni successivi il perché di questa scelta. Restano accese solo le candele di fianco alla fontana e le luci in mezzo alle aiole… molto romantico!

 

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Marrakech
Marrakech: Jemaa el-Fna, souk, Koutoubia

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