Grande Muraglia Cinese a Mutianyu

Lunedì 22 agosto 2011.

Grande muraglia cineseE’ arrivato il grande giorno: oggi andiamo a scalare la Grande Muraglia Cinese. Alberta, come dicevo nel post precedente, ha deciso di accompagnarmi e questa cosa mi rassicura molto. Avrei cercato in ogni caso di andare da solo con i mezzi pubblici, evitandomi un tour organizzato che mi avrebbe portato a vedere posti che non mi interessano e fabbriche e negozi di giada (la Crociera sul Nilo docet!). Avere a fianco qualcuno che, in caso di difficoltà, riesce a parlare cinese mi rende più tranquillo. Ho deciso di andare a Mutianyu e di evitarmi la ressa che generalmente c’è a Badaling. Mutianyu si trova a circa 70 chilometri da Pechino e ci sono diversi modi per raggiungerla. Il più comodo è il bus 936 che parte dalla stazione di Dongzhimen e porta direttamente al parcheggio della Grande Muraglia. Più facile di così, direte. Sì, peccato che trovare da dove parte il bus 936 sia impresa! Ieri sera, con Alberta ci siamo letti con attenzione alcuni post dettagliati su internet ma nulla si è rivelato esatto. Abbiamo messo la sveglia alle 6 in modo da poter prendere il bus delle 8 anche perché sugli orari dei bus c’era una grande confusione. Alla stazione dei bus di Dongzhimen non c’è nessun autobus 936, bisogna però evitare di cascare nella trappola di chi ti propone di portarti a Mutianyu. Ad uso e consumo di chi vorrà ripetere la nostra esperienza, spiego come raggiungere la fermata del bus 936: uscite dalla stazione della metro di Dongzhimen dal lato est e percorrete, tenendo la sinistra, Dongzhimen Outer Steet verso est per circa 400 metri. Poi girate a sinistra, verso nord, su Dongzhimen Outer Byway e dopo altri 400 metri circa trovate, sulla sinistra, il piazzale da dove parte il bus 936. Facile, no?

bus-936-mapAlle 7.50 siamo alla fermata del bus e ci dicono che la partenza è alle 8:30. Alle 9:15 siamo ancora in attesa che arrivi l’autobus e ci imbarcano su un bus che secondo me è stato approntato al momento. Dopo oltre 2 ore e mille fermate arriviamo finalmente al piazzale dove c’è la biglietteria. Le alternative a Mutianyu sono molte: noi decidiamo di salire con il cable car (funivia) fino alla torre 14, di arrivare a piedi fino alla torre 6 e da lì di prendere il toboga per ritornare alla base. Costo totale: 140 yuan a testa, a cui vanno aggiunti i 16+16 del bus. Abbiamo fatto la Grande Muraglia spendendo circa 19 euro a testa, contro i circa 100 che chiedono per i tour organizzati!

mutianyu-mapCi sono davvero pochissimi turisti e, a differenza delle altre attrazioni, almeno la metà sono occidentali. La strada per raggiungere la funivia è piena di venditori. Un grande difetto dei cinesi? Sono impiccioni e curiosi e si fanno sempre i fatti tuoi. Un tipo ci fa notare che il biglietto che abbiamo in mano non è per la funivia che porta alla torre 14 ma per la seggiovia che va alla torre 6: non so come abbia fatto a vedere il biglietto a 10 metri di distanza! Ok, in questo caso ci ha fatto un piacere ma, di solito, è piuttosto fastidioso il fatto che che sono sempre lì a scrutarti e, se possono, intervengono per darti un consiglio. Sicuramente lo fanno in buonafede ma è decisamente irritante. Dopo aver mandato Alberta a cambiare il biglietto, inizia la nostra avventura in una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo, la mia seconda dopo il Colosseo. Conto, nel giro di 3 anni, di vedere anche le altre cinque.
La funivia ci porta, in pochi minuti, alla Tower 14 sorvolando un fitto bosco che è possibile attraversare grazie a precorsi di trekking piuttosto impegnativi che portano alla Muraglia. Cominciamo a vedere il profilo merlato di questa fortificazione lunga quasi 9.000 chilometri, secondo le ultime misurazioni, costruita a scopo di difesa dai popoli vicini, i Mongoli in particolare, oltre 2.000 anni fa. C’è un po’ di foschia ma, considerando che ero convinto di fare questa escursione con l’ombrello, va più che bene.

Arrivati alla Torre 14 si hanno due alternative. Se si gira a sinistra si può raggiungere la Torre 21, con un percorso che a occhio sembra piuttosto impegnativo, oltre la quale la Muraglia si fa più selvaggia (credo non sia stata restaurata) e pericolosa. Dovrebbe esserci uno sbarramento ma, da quanto ho letto, è facilmente aggirabile. Se si gira a destra si va verso la Torre 6 (o volendo la 1) da dove si può scendere fino al parcheggio con il toboga. Chi volesse avere solo un assaggio della Grande Muraglia può comodamente salire alla Torre 6 con la seggiovia, farsi un giretto nei paraggi, e ridiscendere con calma sempre con la seggiovia. Sono davvero molto organizzati.

Essere sopra la Grande Muraglia è, almeno per me, una grande emozione. Forse è solo una questione di suggestione ma calpestare questo colosso infinito, costruito migliaia di anni fa, fa davvero effetto. Non si può non pensare alla fatica immane che centinaia di migliaia di uomini hanno fatto, durante i secoli, per trasportare i grossi mattoni e i blocchi di pietra necessari per erigere questo lunghissimo drago che sta adagiato sulle creste delle colline a perdita d’occhio. Da qualunque parte la si guardi è spettacolare. L’unica cosa che mi lascia perplesso è che la larghezza non supera i 6 metri, me la immaginavo molto più larga. Questo fatto avvalora la mia convinzione, maturata quando l’ho intravista atterrando a Pechino, che sia impossibile vederla dallo spazio; per lo stesso motivo dovrebbero vedersi anche tutte le autostrade. Se becco chi ha messo in giro questa balla…

Come programmato ci mettiamo in cammino verso la Torre 6: sono più di 2 chilometri, il primo tratto in discesa, l’ultimo in salita. Decidiamo di fare tutto con molta calma, sono le 12:15 e l’importante è essere al piazzale entro le 16 quando parte l’ultimo bus 936, altrimenti ci sono i taxi.

Grande muraglia cineseIl percorso si dimostra essere molto, ma molto più facile di quanto temevo: su internet aveva letto commenti allarmanti, assolutamente non veritieri. Se ce la faccio io con le mie ginocchia, può veramente farlo chiunque. L’unica attenzione che bisogna prestare è di guardare sempre dove si mettono i piedi perché gli scalini sono tutti diversi e non si può mantenere un passo regolare: io, in un attimo di disattenzione, ho infilato un piede in una buca su una pietra e mi sono sbucciato una caviglia. C’è davvero poca gente: ho visto foto di Badaling dove i turisti andavano avanti solo a forza di gomitate! Qui, in alcuni tratti, eravamo davvero solo noi due!

Il nastro di pietra è interrotto, a distanze regolari, da fortini e da torri di segnalazione: i primi, con il tetto, servivano da depositi e da ricovero per i soldati; i secondi, con terrazza, venivano usati invece per mandare velocemente messaggi, grazie a segnali di fuoco e di fumo, anche a grande distanza… degli indiani ante litteram, insomma! Il paesaggio attorno è bellissimo: dicono che il periodo migliore per visitare la Muraglia sia l’autunno, quando questi boschi si tingono di giallo e di rosso, ma anche con tutto questo verde è incredibile. E ho visto delle foto scattate d’inverno con la neve da togliere il fiato! Proseguiamo con tranquillità il nostro cammino, fermandoci praticamente ad ogni torre per comprare una bibita: non ho mai bevuto tanto in vita mia come in questi tre giorni in Cina!

In brevissimo tempo arriviamo alla Torre 6: controllando i dati EXIF delle foto ho calcolato che ci abbiamo messo solo 1h10′. Sono le 13:30 e al toboga che una lunga coda: speriamo di riuscire ad arrivare al parcheggio in tempo per prendere il bus delle 14 visto che, non essendoci alle 15, dovremmo aspettare 2 ore inutilmente. Fortunatamente la fila è veloce.

Mutianyu Partenza del TobogaI 3 minuti di discesa sono davvero divertenti. Avrei voluto filmare Alberta che mi precedeva ma non me l’hanno permesso e non mi andava di fare il furbo o l’incosciente. Rubo un video dalla rete per farvi vivere l’esperienza. A noi, per fortuna, non è successo quello che si vede al minuto 2:50 circa.

Alle 13:50 arriviamo al parcheggio e ci mettiamo educatamente in fila ad attendere l’arrivo dell’autobus. Quando il bus arriva una ventina di cinesi si inseriscono lateralmente e salgono prima di noi. Risultato: 2h20′ seduti per terra nel corridoio centrale! Un altro grande difetto dei cinesi: non sanno cosa sono le file e si infilano ovunque. In metropolitana sono incredibili: in questi 3 giorni non sono mai riuscito ad accaparrarmi un posto da sedere. Sono dei fulmini: quando si libera un sedile in meno di mezzo secondo qualcuno si è già seduto sopra e, nonostante gli avvisi di lasciare i posti ad anziani e donne incinte, sono per lo i più giovani e i bambini ad occupare i posti. I cinesi sono generalmente molto magri, retaggio forse di secoli di fame e carestie, e questa cosa è un inspiegabile considerando il loro tipo di alimentazione fatta di fritti e dolci. Tempo 10 anni e l’obesità, specie infantile, sarà un problema molto sentito anche qui. Questa improvvisa modernità che è capitata loro tra capo e collo, li a resi pigrissimi. Un esempio su tutti: quando in metropolitana le vie di uscita sono costituite da due rampe di scale e da una scala mobile, state pur certi che le scale da fare a piedi sono deserte mentre c’è l’assembramento ai piedi di quella mobile.

Arrivati a Pechino, ci separiamo: Alberta torna in hotel, io vado a vedermi con calma Piazza Tiananmen. Domattina partiamo per Xi’an ed è l’ultima occasione per vederla. L’accesso alla piazza può avvenire solo attraverso sottopassi altamente presidiati da militari con metal-detector e cani anti-esplosivo. E’ il simbolo della Cina, il luogo dove Mao il 1 ottobre 1949 ha proclamato la nascita della Repubblica Popolare Cinese. La piazza non ha niente di interessante sotto il punto di vista architettonico. Il lato nord è delimitato dalla Città Proibita: è quasi il tramonto e c’è molta gente che aspetta il momento dell’ammaina bandiera. Sul lato sud c’è il Mausoleo di Mao piuttosto snobbato: all’interno del recinto una truppa di soldati, in canotta e pantaloncini, si sta allenando. Molto belle sono le due sculture della propaganda comunista poste ai lati. Sul lato est c’è il Museo Nazionale di Storia Cinese, sul lato ovest un palazzo governativo. Al centro della piazza, altamente protetto e inavvicinabile, si trova il Monumento agli Eroi del Popolo. La cosa che mi colpisce di più è il contrasto tra la solennità, rigida e quasi sacra in senso laico, dei monumenti e i due giganteschi led-wall, simbolo di una modernità inarrestabile, che mostrano, in sequenza, immagini e filmati che magnificano la grandezza dalla Cina sotto il punto di vista politico, economico, sportivo, turistico. Un contrasto che, prima o poi, dovrà prendere una direzione chiara e precisa: tradizione e comunismo o modernità, democrazia e capitalismo? La risposta è già scritta ed è scontata.

E questa prima tappa del viaggio è fatta. E’ stata facilissima: mi aspettavo che la Cina fai-da-te potesse comportare grosse difficoltà. Invece, forse per il fatto che tre anni fa si è aperta al mondo grazie ai Giochi Olimpici, l’ho trovata estremamente organizzata. Pechino mi ha sorpreso incredibilmente. L’unica cosa che non ho avvertito è quell’atmosfera da estremo oriente che avevo sentito fin da subito in Thailandia ma le conclusioni le trarrò alla fine di questo viaggio. E domani si vola nello Shaanxi, a Xi’an.

Pechino / Beijing: Palazzo d'Estate, hutong e anatra alla pechinese
Xian: arrivo, programma e prime impressioni

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