CHI SONO

Mi chiamo Andrea. Ho deciso di aprire questo sito-blog dove cercherò, con il tempo, di far confluire tutto il materiale, sparso in altri siti, cartelle, diari o semplici ricordi, riguardante i miei viaggi dal 2005 (anno storico, per me![1]) fino ad oggi, viaggi lunghi o brevi che comunque hanno lasciato un segno importante nella mia vita e nella mia crescita. Lo faccio soprattutto per me, per non perdere tutti i ricordi e le tante cose che ho imparato e vissuto durante queste meravigliose esperienze. Se poi la cosa dovesse interessare qualcun altro, tanto meglio! E se vi serve un suggerimento, chiedete pure.

Nota:

1. Tutto cominciò nel lontano 1983. Dopo avere scorrazzato per i cieli d’Europa fin da bambino per oltre 15 anni, il 29 dicembre 1983 all’aeroporto Marco Polo di Venezia, in partenza per l’ennesimo Capodanno a Parigi, prendo armi e bagagli, saluto la compagnia e me ne torno nella mia casetta. Perché? Semplice, non riuscivo a salire sull’aereo! Un disagio, non ancora paura, si era impadronito di me. Da adolescente avevo volato su improbabili voli charter della Dan-Air per le mie estati londinesi, più avanti avevo raggiunto Pantelleria da Palermo a bordo di un traballante Fokker ad elica sballottato dal vento… e tutto senza una piega! Poi, d’improvviso, il rifiuto. A dire il vero, da un paio d’anni, cominciavo a manifestare una certa insofferenza verso il volo e cercavo di convincere i miei compagni di viaggio di turno ad usare mezzi alternativi, anche a costo di sobbarcarmi sessioni ininterrotte alla guida di 10 ore. A un certo punto ho detto: stop, basta! Questo disagio iniziale, con il tempo, si è trasformato in una paura che andava via via autoalimentandosi fino a raggiungere addirittura un senso di panico. Ricordo chiaramente l’angoscia che provavo al solo vedere, in tv o al cinema, un aereo decollare; oppure l’ansia che mi prendeva quando qualche persona cara doveva viaggiare in aereo: ascoltavo i tg per sentire se c’erano state disgrazie o, con l’avvento di internet, seguivo i voli in tempo reale. Ma la cosa più grave era che tutto ciò mi avrebbe impedito di viaggiare per il resto della mia vita o, perlomeno, limitato moltissimo. Con il tempo mi sono rassegnato. Nel 2005, Ivan, neolaureato, decide di regalarsi un viaggio in Kenya, lamentandosi sommessamente di doverlo fare da solo. Senza pensarci troppo, gli dico di prenotare anche per me, senza però promettere che sarei riuscito ad accompagnarlo. Il resto della storia lo potete leggere, e senz’altro intuire, in ogni pagina di questo diario online. Se penso a tutto quello che mi sarei perso senza quell’improvvisa occasione e quella decisione inconsulta…