Antelope Canyon: il tesoro nascosto

Giovedì 21 ottobre 2010.

D’accordo, smetto di fare classifiche: ogni nuovo posto supera quello visto il giorno prima. Come scrivevo nel post precedente, abbiamo deciso di fare questo tour a Antelope Canyon con l’agenzia del Gran Capo Indiano Tsosie, probabilmente sedicente Capo Indiano, e, giusto per chiarirlo fin dall’inizio, ci siamo trovati benissimo. I tour disponibili sono molti ma fondamentalmente i più richiesti sono due : si può visitare il Lower Antelope Canyon o l‘Upper Antelope Canyon. Noi abbiamo optato per quest’ultimo, il più famoso e suggestivo, scegliendo il tour semplice anche se ci sarebbe piaciuto fare il tour fotografico, più lungo e fatto verso mezzogiorno quando la luce del sole, che penetra dall’alto a perpendicolo, crea effetti irripetibili… ma con le nostre misere dotazioni e abilità fotografiche il risultato non sarebbe stato ugualmente esaltante.

L’Upper Antelope Canyon è uno slot canyon cioè “a fessura”: si è formato, nei millenni, grazie a infiltrazioni nella roccia che hanno scavato uno strettissimo corridoio nel quale i raggi di luce provenienti dall’alto creano effetti straordinari. In lingua Navajo viene chiamato Tse’ bighanilini che significa “il luogo in cui l’acqua scorre attraverso le rocce“. Non è possibile visitarlo la soli: ci si deve appoggiare ad un tour e ci sono precisi limiti di tempo. Vi si accede attraverso una crepa sulla montagna e si entra subito in una serie di sale collegate da corridoi, a volte così stretti da non permettere il passaggio di due persone contemporaneamente. Condizioni quasi indispensabili per una buona riuscita del tour: 1. deve esserci il sole per godere dello spettacolo 2. non deve piovere perché esiste il rischio di un flash flood che in pochi minuti allagherebbe tutto e farebbe fare ai turisti la fine dei topi. Ho letto di uscite d’emergenza ma non ne ho viste. Ho letto anche della presenza di spaventosi ragni velenosi ma anche di quelli nessuna traccia. Lo spettacolo toglie il fiato: i colori delle rocce che variano a seconda della provenienza della luce, le forme che assumono e, come succede con le nuvole, fanno intravedere animali od oggetti… I’m speechless!

Lascio tutti i commenti alle foto: ne ho fatte una cinquantina e non so davvero quali scegliere tanto sono stupefacenti.

La nostra guida indiana Ivana (si pronuncia Aivana), una simpatica donnina indiana tutto pepe, insiste per farmi una foto e decide lei la posa, rimproverandomi anche per il fatto che non sorrido: “Ehi, you! Smile, you’re in Antelope Canyon!“. Non guardate il soggetto (mi sembra tanto di essere un beato in attesa di santificazione!) ma l’ambientazione.

Antelope Canyon l tour finisce dopo le 13 e allora via di corsa: si ritorna nello Utah, alla Monument Valley.

Altri 300 km sul groppone!

Page (Arizona): è arrivato il gran giorno!
Monument Valley (Utah)

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