Addio sigarette: diario di un ex fumatore

Mercoledì 16 settembre 2015.

Due anni fa, oggi, alle 15:53 misi tra le labbra e fumai, quasi in religioso silenzio, l’ultima sigaretta. Per prima volta, dopo decenni, avevo deciso di tentare seriamente di smettere. Ero un fumatore piuttosto incallito: la sigaretta era il mio primo gesto della giornata e l’ultimo della serata. Ho sempre saputo però di essere un fumatore sui generis: amavo tenere la sigaretta tra le dita, un paio di tiri era sufficiente per placare il mio bisogno. Quante migliaia di pacchetti fumati inutilmente: per me la sigaretta ideale poteva tranquillamente essere lunga la metà di quelle in commercio. Sicuramente le dipendenza da nicotina era importante ma, conoscendomi, sapevo che era il fattore psicologico quello che più mi teneva legato a questo vizio immondo. Sapevo anche che tentare di smettere tout court avrebbe significato sicuramente una sconfitta. Decisi quindi di ricorrere alla e-cig. Riporto qui sotto, integralmente, il diario scritto quel giorno.

Il grande giorno è arrivato! Dopo decenni ininterrotti (mi vergogno a scrivere quanti!) di fumo con sigarette di tabacco, o analogiche come le chiamano i tecnici, oggi dovrebbe arrivare la mia prima sigaretta elettronica. Durante tutti questi anni non ho mai fatto il tentativo, ma neanche pensato seriamente, di smettere. Il periodo più lungo di astinenza è stato di 11 giorni, legato ad un ricovero ospedaliero, e sinceramente la voglia di fumare era praticamente scomparsa. Ciò che mi ha indotto a riprendere subito fuori dal portone dell’ospedale è stato l’immenso piacere che si prova nel tenere tra le dita una sigaretta e consumarla lentamente. Il fattore psicologico, unito alla ritualità dei gesti, ritengo siano, almeno nel mio caso, predominanti: d’altronde, come sta scritto nei trattati scientifici, l’astinenza passa nel giro di 48/72 ore e il resto è solo questione di volontà che, a quanto pare, non ho esclusivamente per quel che riguarda il fumo. Ho cessato da anni il consumo di alcol (mi concedo sì e no una birra all’anno) e sono diventato praticamente vegetariano anche se amo incredibilmente il sapore della carne.
Esattamente 12 mesi fa il primo cambiamento: dai pacchetti di sigarette acquistati sono passato al tabacco trinciato. Dopo i primi mesi di esperimenti (rollatura a mano, poi con l’utilizzo di strane macchinette, per arrivare infine ai definivi tubetti) e di assaggio di varie qualità di tabacco, mi sono stabilizzato. Il perché della scelta di un anno fa fu di natura esclusivamente economica: per fortuna potevo permettermi l’acquisto del pacchetto e mezzo di sigarette al giorno, la mia media fissa, ma aborro gli sprechi e considero il fumo lo spreco numero uno, dannoso perlopiù. Considerando che, da sempre, non ho mai notato grandi differenze tra le varie marche di sigarette (per me fumare una Malboro o una MS è praticamente indifferente), mi sono abituato velocemente alle nuove consuetudini. Restava solo il fastidio di confezionare le sigarette a mano, ma questo fatto si è tradotto in una riduzione del numero di sigarette quotidiane, anche se è difficile calcolare la quantità di tabacco effettivamente consumata. Il fine è stato comunque raggiunto: calcolatrice alla mano e controllo del salvadanaio hanno dichiarato un risparmio del 55% e 1.150 euro che posso spendere per altre cose.
Una decina di giorni fa la decisione di passare all’e-cig, questa volta per una scelta legata alla salute, o meglio, alla qualità della vita. Ho assolutamente bisogno di recuperare un po’ di fiato: sono stanco di ansimare dopo una rampa di scale o 10 metri di salitella, stanco di vivere in ambienti puzzolenti e di avere capelli e vestiti impestati dal fumo. Ho bisogno di iniziare a fare un po’ di movimento sia per tonificare la muscolatura, per verificare se riesco ad alleviare i vari acciacchi che affliggono il mio scheletro e le mie articolazioni, sia per vedere se riesco a perdere qualche etto anche se sembra che l’abbandono delle analogiche comporti inevitabilmente un aumento di peso.
Non mi sono informato su danni delle sigarette elettroniche e su tutto il dibattito che ruota attorno ad esse ma ho la sensazione che ci sia una eccessiva demonizzazione di questo prodotto.
Sono sicuro che il solo eliminare il catrame e le altre 4000 sostanze prodotte dalla combustione del tabacco non possa che portare benefici. Resta solo la nicotina, sostanza responsabile della dipendenza, che per ora assumerò al dosaggio di 18 mg/ml.
Mi sono letto, in questi giorni, centinaia di pagine su internet, soprattutto su forum dove utenti postano le loro esperienza diretta, e alle fine ho deciso l’hardware che maggiormente soddisfa le mie esigenze di fumo prevalentemente casalingo: è un sistema ingombrante ma che riduce al minimo la manutenzione intesa come caricare batterie e serbatoi. Se l’esperimento dovesse funzionare, vedrò di dotarmi di una e-cig da passeggio da usare in macchina o per la strada. Per adesso ho preso degli e-liquid già preparati e dovrò testarne parecchi per trovare i miei preferiti. Poi, se tutto andrà bene, proverò ad improvvisarmi ‘piccolo chimico’ preparandomi i liquidi utilizzando basi ed aromi.
Sto cercando di non caricare con troppe aspettative questo esperimento. Vorrei, oltre ad abbandonare completamente le sigarette analogiche, riuscire a ridurre gradualmente la concentrazione di nicotina. Il massimo sarebbe quello di arrivare a svapare solo basi con aromi e 0 nicotina, ma non ci conto troppo. Il mio sogno notturno più ricorrente è quello di correre su un prato o su una spiaggia senza sentire la minima fatica e con una sensazione di felicità immensa.
Riuscirò, entro un anno, a correre per 100 metri senza dover ricorrere alle cure ospedaliere per una rianimazione cardio-polmonare?

Eccomi, a distanza di due anni, con le sigarette che sono diventate solo un lontano, spiacevole ricordo. L’esperimento con la e-cig ha funzionato alla grande. Ho dovuto quasi immediatamente cominciare a ridurre la concentrazione di nicotina, 18 mg/ml erano troppi e mi causavano giramenti di testa e nausea. Con il tempo, lentamente, sono arrivato a svapare con nicotina 0, solo per il piacere di vedere un po’ di vapore uscire dalla mia bocca, specie la sera davanti alla TV. Il fatto più straordinario è stata la riconquista di sensi ormai anestetizzati: ho cominciato a percepire nuovamente l’intensità degli odori in tutte le loro sfumature e il piacere del gusto dei piatti che mangiavo. La resistenza fisica, con un po’ di allenamento, si fatta rivedere: adesso riesco a fare passeggiate di 10/12 km a passo sostenuto e il tempo di recupero è inferiore a due minuti. Non potrei mai arrivare a stigmatizzare i fumatori, essendo appartenuto alla categoria, ma adesso non riesco più a tollerare l’odore di fumo o a stare accanto a qualcuno con la sigaretta accesa. Chiedo umilmente scusa a tutte le persone che ho costretto a convivere, anche durante i miei viaggi, con il mio costante e persistente odore di fumo. So che nella vita non si può dire ‘mai più’ ma credo che potrebbero costringermi a rimettere una sigaretta accesa in bocca solo con la tortura. Questa è stata, molto in sintesi, la mia esperienza, non è detto che possa valere per tutti. Per me è stato facile, per qualcun altro può non esserlo. Solo chi è passato per il vizio del fumo può capire queste parole.

Addio, piccolo mio!
Ricordi di un'estate londinese

Lascia un commento